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Approfondimenti

Agadir: se per te è solo una meta di mare, devi assolutamente saperne di più!

Sai che Agadir significa Granaio? E presto i Granai potrebbero diventare Patrimoni dell’Umanità.

Agadir: città del Marocco ma anche Granaio

 

Agadir è certamente la località di mare più conosciuta in tutto il Marocco.

Costruita di fronte all’Oceano Atlantico, porta un nome che nulla ha a che fare con il mare.

Un Agadir infatti è un Granaio collettivo così come viene chiamato nella lingua berbera; vocabolo che prende origine da una parola fenicia.

 

La regione di Agadir (il Souss) è costellata di questi “Granai” – Villaggi fortificati.

Alcune testimonianze storiche fanno risalire la prima presenza di Agadir (la vecchia città) proprio in un “granaio fortificato”, situato in una rada e occupato da dei pescatori. Da qui il nome Agadir.

 

Piccola nota storica: risulta che gli Agadir siano presenti dall’Egitto alle Canarie e se ne trovino tracce anche in Spagna e in Italia.

Agadir: questa premessa per raccontarti cosa?

 

Questa premessa per raccontarti che il Marocco si prepara a far inscrivere i suoi Granai Collettivi nella lista dei Patrimoni dell’Unesco, per la sessione 2025-2026.

Se la richiesta verrà accettata, si tratterà della decima iscrizione (al momento il Marocco ha nove Patrimoni dell’Unesco).

I Granai Collettivi in Marocco: cominciamo dai numeri

 

I Granai Collettivi sono 554 in tutto il Marocco.

Sarà un lavoro immane quello della commissione per presentare al meglio il progetto che ha già preso forma.

I Granai Collettivi si trovano prevalentemente nel centro-sud Marocco e una piccola presenza la troviamo nella zona di Beni Mellal.

Per approfondire ti rimandiamo al sito ufficiale che riporta bellissime immagini (sono coperte dal diritto di autore e non possiamo utilizzarle).

Granai Collettivi: entriamo nel vivo e vediamo di cosa si tratta

 

Gli Agadir vengono chiamati anche Iguidar o Ighermane.

Si tratta di costruzioni fortificate dove venivano immagazzinati i raccolti e i beni come denaro, gioielli, armi, documenti di “raccolta delle regole” (questo ultimo punto è molto interessante).

In tempi di conflitto i granai venivano convertiti in luoghi di rifugio.

 

Gli Iguidar sono costruzioni spesso difficilmente accessibili. Cambiano però le caratteristiche costruttive a seconda del luogo in cui le troviamo.

 

Hanno una forma geometrica oppure che segue i “limiti” del luogo sul quale è costruito l’Iguidar e sono composti da celle che si aprono su una piazza o un corridoio all’aperto.

Ogni cella, la cui larghezza interna normalmente non supera i due metri, appartiene a una famiglia, mentre l’insieme è gestito e mantenuto a spese della comunità.

Possiamo dire che si tratta di un modello sociale e architettonico montano, caratteristico della cultura amazigh (berbera).

Li troviamo spesso su cime inespugnabili, costituiscono un ricco patrimonio culturale materiale e immateriale concentrato soprattutto nelle valli dell’Atlante e presahariane del Marocco, cioè l’Anti-Atlante, l’Alto Atlante, il massiccio di Sirwa e la regione di El Faija.

I Granai Collettivi: la tipologia

 

Cominciamo dai granai a grotta: rappresentano la forma più antica e sono diffusi nelle valli di Awnil e Imini vicino al villaggio di Tazlaft (provincia di Ouarzazate) così come Ighrem Asaka, nel versante nord dell’Alto Atlante e nella regione di Tata in Ifri n’Aït Irziguen. Sono interamente scavati orizzontalmente e accessibili solo con scale o corde.

Un corridoio conduce a celle di pianta ovoidale e di dimensioni variabili, e un camino verticale serve allo stesso tempo a illuminare le gallerie e a comunicare con i livelli superiori. All’esterno, il passaggio era assicurato da balconi di rami intrecciati o di canne intrecciate.

Un tempo erano un elemento importante nella vita dei gruppi sociali transumanti come luogo di sicurezza e di deposito.

I Granai di Falesia

 

Un’altra tipologia è quella dei granai di falesia: costruzioni costruite su pareti di roccia quasi inaccessibili, che testimoniano il genio dei costruttori che hanno saputo sfruttare il concetto di spazio.

 

Questi granai sono concentrati nella regione centrale dell’Alto Atlante. Tra i più impressionanti, citiamo Tihouna n’Uwejjgâl; con capanne sovrapposte su più livelli Ighrem n’Ushtin e Ighrem n’Zerkan (Aït Abdi, Aït Chokhmane, province di Beni Mellal, Azilal e Midelt).

Altri sono sparsi nella regione tra Taliouine e Sirwa, come Agadir Tizgui n’Ayt Ubial, Ifri n’Imadiden Isktane e verso il sud Agadir n’Tighmert a Tata.

Granaio di Falesia Ifri n'Imadiden

I Granai “di altura”, i Granai di pianura, i Granai di villaggio

 

Curiosità destano i granai “d’altura”. Presenti nell’Anti-Atlante, nell’Alto Atlante occidentale e centrale, i granai “d’altura” sono costruzioni erette sulla cima delle colline che sovrastano un burrone o una valle.

Di difficile accesso a causa della disposizione topografica del terreno, queste strutture, oltre al loro scopo iniziale di immagazzinare alimenti, oggetti di valore, documenti e armi, erano un luogo di sorveglianza e di ritiro durante i periodi di assedio e di crisi.

 

Più facilmente raggiungibili i granai di pianura. Li troviamo nell’Anti-Atlante, sono generalmente edifici a corridoio, dalla forma di un quadrilatero e delimitati da quattro torri.

In alcune di queste costruzioni sono presenti anche le celle di stoccaggio.

Troviamo di questi esempi con l’Agadir n’Imchguiguiln, Agadir (Chtouka Aït Baha) e Agadir n’Tkida (Sidi Ifni) che è un alto granaio, Agadir n’Ikounka, Agadir n’Aglagal (Sirwa).

 

Di più recente concezione, i granai di villaggio hanno preso il posto dei granai di altura. Di dimensioni più piccole, sono stati costruiti dentro i villaggi per fungere da luoghi di conservazione.

Vengono utilizzati per immagazzinare alimenti, materie prime e beni preziosi.

Gli esempi più noti: Ighrem Aït Abdallah e Ighrem n’tzaleft, ma anche nell’Alto Atlante centrale tra l’Aït Bouguemaz, l’Aït Mhammed e nella valle di Anergui.

 

Un’altra importante funzione affidata a questo tipo di organizzazione è quella “sacra”. Le famiglie affidano a un santo o a una moschea la protezione del Granaio. Sacralità che deve essere presente nei gesti e nelle parole.

Era (ed è) proibito a chiunque commettere un omicidio o minacciarlo, litigare, pronunciare parole di malaugurio nel recinto del granaio e nei suoi dintorni.

 

Un’altra caratteristica comune è la presenza di una cisterna, per la raccolta dell’acqua. Elemento di vitale importanza per le comunità.

Le Porte delle case nel Sud Marocco

 

Nell’ambito di questo progetto, verrà messa in evidenza un’altra tradizione del Sud del Marocco: le porte delle case.

È sotto gli occhi di tutti che si tratta di capolavori del patrimonio culturale del Marocco e che è parte dell’eredità secolare del mondo amazigh (berbero).

Le Tavolette Louh

 

E per completare il progetto, il dipartimento ministeriale presenterà le tavolette Louh, che rappresentano le leggi e le regole che includono le procedure e le sanzioni monetarie per le violazioni dell’onore, il furto, il conflitto o qualsiasi crimine che colpisce la sicurezza interna ed esterna della tribù.

 

Ognuna di queste tavolette regola il tipo di crimine e specifica la sua punizione.

Ogni regione, tribù, villaggio o grande famiglia gestisce i propri interessi facendo riferimento alle leggi prescritte nelle proprie tavole, senza pregiudicare gli interessi della tribù o della regione vicina.

(Fonte aggiuntiva: Medias24)

In attesa che il progetto venga portato a termine, alcuni Granai possono essere visitati.

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